Salvatore

Belcastro

1944 – 2016

Salvatore
Belcastro

Barche sul Porto

Biografia dell’autore

Scorcio Ligure 3

Nato su una sponda del Polcevera, ha percorso una vita a zig zag, affastellando con assoluta indifferenza, per sopravvivere, i lavori più disparati (contadino, tappezziere, imbianchino, muratore…) e, con totale partecipazione, tutte le letture e le immagini che è riuscito ad incontrare. Un recupero di quando il destino gli aveva negato da ragazzo.
E’ un autodidatta della vita e anche della pittura; vita quotidiana e pittura accolte con quell’accettazione tranquilla e visionaria che si chiama vocazione.
Nei tempi dei pittori—divi, Belcastro è pittore e basta, un po’ stupito gli occhi gli si illuminano di una gioia autentica che i suoi quadri piacciano anche agli altri: dipinge perché “deve” e perché vuole.
Quando incontra il mercato diventa ancora più silenzioso.
Certamente non hai mai “spinto” per fare una mostra: e ha già esposto in mezza Europa. Eppure, ogni momento della sua vita, fin da ragazzo, gli ha visto per compagni i colori ed una tela.

Ha sempre dipinto in ogni ritaglio, in ogni momento di solitudine, mettendo assieme forme e colori la cui simmetria appartiene a un mondo che sta continuamente pescando tra il suo dentro e il suo fuori; che ha forse visto, intravisto, immaginando altri (o tutti: anche maestri dei quali ha solo sentito parlare) e non ne fa mistero, con assoluta trasparenza. Perché ogni cosa esiste già e ogni oggi — cioè la realtà, l’unica a disposizione — è il risultato di infiniti ieri.
Cosi come ognuno di noi è sommatoria di esperienze vissute e immaginate o anche solo regalate dal Dna.

Belcastro ti guarda con gli occhi di un ragazzo. Sono occhi che comunicano ricordi ancestrali della terra dei
suoi genitori la Calabria e dentro ai quali leggi secoli di vita tirata con i denti e con la determinazione del domani, qualunque fosse.

Sarebbe vero ma anche paradossale definirlo —appunto nel tempo dei pittori-divi o anche dei pittori-merce un bohémien: non c’è nulla di borghese o di fuga aristocratica nel suo “vivere d’arte”. Solo destino. E, nonostante l’essere autodidatta (come tanti, anche molto molto famosi), non c’è nulla di naif nel suo modo di esprimersi. Che è impasto di stili impressionismo c cubismo, realismo e distorsione mediata, natura e ritratto ma soprattutto colore.

Immaginatevi davanti a una tela a scegliere i colori necessari per reinventare la vostra realtà: ad accostarli uno ad uno: senza quei suoi occhi non scegliereste mai le affinità, gli azzardi, i tradimenti. i capovolgimenti di Belcastro. Ci sono, probabilmente, in quel collegamento segreto di tinte, i misteri dei paesaggi e del cielo spagnolo, poiché Belcastro ha vissuto quattro anni fra Alicante e Madrid, esponendo quadri — alla ventura come un don Chisciotte (o un silenzioso Sancho? forse si, Sancho: per la capacità di osservare) armato di pennello — e guardandosi attorno. C’è la riviera: ligure e francese con l’asprezza della costa e dello sfondo che è tanto ligure quanto calabrese. E anche, chissà perché, il Can-can: sarà, forse, per le donne, immaginate, viste, ritratte, sognate. Questo raccontato con quegli occhi che sanno inventare, con le forme, i colori.

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AVVERTENZE

Si precisa che le opere vendute successivamente al 15 gennaio 2016, data del decesso del maestro Belcastro
Salvatore, dovranno essere autenticate dagli eredi, in particolare dai figli Sandra e Nicodemo Belcastro. Si
invita a diffidare di opere messe in vendita, attraverso siti Internet od altri canali, oltretutto a prezzi inferiori
rispetto alle valutazioni di mercato, prive della necessaria documentazione che ne attesti l’autenticità o la
probabile attribuzione e provenienza.

I Prossimi Eventi

Con gli occhi di un ragazzo: la Genova di Salvatore Belcastro

Dal 2 al 27 aprile, il Galata Museo del Mare accoglie la mostra “Con gli occhi di un ragazzo: la Genova di Salvatore Belcastro”, un omaggio all’artista genovese che ha saputo restituire alla pittura la forza pura dello sguardo.

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